STORIA DI IV MIGLIO (estratto dal vecchio sito www.santarcisio.org)

L’ANTICHITA’
I nomi che sono sulla bocca di tutti per indicare le strade e le località del IV Miglio segnano la storia della zona. Già il nome del quartiere al Quarto Miglio Appio fa riferimento alla Via Appia Antica e indica esattamente la distanza dal Campidoglio, punto di riferimento per tutte le strade dell’Impero romano.
Alla fine del II sec d.C. esisteva lungo il tratto “nostro” della Via Appia Antica una vasta borgata che dal IV Miliario della strada dove era sorta prendeva il nome di ad Quartum.
La Via Appia che segue un confine “naturale” della nostra zona, aveva stazioni di servizio pubbliche per alloggio e cambio di cavalli. L’importanza di traffici che si svolgevano lungo di essa richiamò un’attività edilizia spesso esuberante. E non erano solo sepolcri ma singole abitazioni e ville lussuose che si alternavano a templi, borghi sacri, villaggi re borgate, impianti termali, ecc, fino alle tombe e alle basiliche dei Martiri cristiani. Il tratto di strada Quarto Miglio della Via Appia Antica fa parte di quello scavato e sistemato dal Canova nel secolo scorso, che per primo volle lasciare i pezzi archeologici sul luogo stesso del ritrovamento, come testimonianza storica. Per questo motivo possiamo riferire i nomi a noi familiari di molte delle nostre vie a punti ben precisi che hanno il loro corrispondente in un luogo o in un cimelio antico della Via Appia.
Potremmo dire subito che IV Miglio Appio è sempre stato considerato fuori della città di Roma, l’inizio dell’Agro Romano. Ne è prova il fatto che lungo l’Appia Pignatelli, a sinistra per chi viene da Roma, esiste uno dei più bei gioielli dell’architettura romana, il tempio del dio Redicolo, il dio del Ritorno (da “redeco”). Quando un romano lasciava, percorrendo l’Appia, la sua città, da questo luogo salutava l’ultima vista delle mura, augurandosi il ritorno; o, ne salutava la prima vista e ne ringraziava il dio. Altri dicono che proprio in questo luogo Annibale sarebbe stato persuaso a non assaltare Roma e a tornare sui suoi passi.
Elenchiamo ora alcuni personaggi che hanno il nome delle nostre strade.
Cecilia Metella. figlia del console Cecilio Metello Cretico Quinto Cecilio e moglie di un certo Crasso, ha sull’Appia Antica il monumento più famoso e noto in tutto il mondo. Ad esso fanno riferimento le vecchie carte topografiche, dove pochissimi nomi segnano la vasta zona ove oggi sorge IV Miglio. Sulla collina, attorno al Mausoleo di Cecilia Metella, circa ove era il terzo miliario appio, nel secondo secolo sorgeva il celebre Triopio, magnifico complesso unitario, chiamato così in ricordo di un famoso santuario fondato dal re della Tessaglia Tripia. Il Triopio era caratterizzato specialmente da una villa costruita da Erode Attico, e comprendente anche il tempio al dio Redicolo. Enormemente ricco, retore e filosofo, precettore dei futuri imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero, aveva ereditato dalla moglie Annia Regilla, chiamata “luce della casa e signora della contrada”, vastissimi terreni sull’Appia.
Tra il terzo e il quarto miglio vi è un rudere di un sepolcro detto di Seneca. Si legge che Seneca, durante la sua lunga agonia, topo essersi tagliato le vene delle braccia e delle gambe, conversando con alcuni intimi, espresse il desiderio di essere sepolto presso una casa di campagna al IV Miglio.
Il costruttore della Via Appia fu Appio Claudio, il cieco. Nel 312 a.C. con un unico perfetto rettilineo, superando i colli Albani e le paludi Pontine collegò Roma a Capua. La Via Appia Antica è sorta sulla dorsale collinare, generata da una colata lavica scesa, al tempo dell’eruzione dei vulcani albani, dalle Frattocchie fino quasi alla Porta di San Sebastiano, alzando su il terreno rispetto alla pianura laziale. La famosa “puzzolana” con la quale sono costruite ne nostre case, e che bene possiamo vedere, date le cave che appaiono qua e là, e le muraglie di tufo fiancheggianti ad esempio la Via Appia Pignatelli, sono testimonianze dell’origine vulcanica della nostra zona.
IL MEDIO EVO
Nel Medio Evo, la famiglia dei Caetani prese possesso della tomba di Cecilia Metella, trasformandola in una fortezza e imponendo una tassa agli utenti della Via Appia. Questa imposta scoraggiò i viaggiatori che lentamente abbandonarono il tratto di strada delle prime dieci miglia della Via Appia. Nasceva così, come alternativa, la Via Appia Nuova, che da Porta San Giovanni arrivava fino alle Frattocchie.
Il traffico lungo la Via Appia Antica veniva ad essere quasi nullo. L’abbandono  nel quale si trovava in genere la zona fuori della città di Roma portò anche la Via Appia Antica al definitivo dissesto, a divenire fonte di pietre per la costruzione di palazzi e di strada, come stava già avvenendo per il Colosseo. Anche i briganti trovavano facile nascondiglio tra le sue rovine.
Nel 1700 la Via Appia Antica viene descritta come “abbandonata e deserta nella desolazione di una campagna malarica e spopolata”. Forse questo è anche un primo cenno di descrizione dell’area ove ora sorge il Quarto Miglio.
Solo nel 1853 la Via Appia Antica fu interamente ripulita e “restaurata” per opera di grandi artisti e letterati, e naturalmente per volere dei Papi Pio VI prima, negli ultimi anni del ‘700, di Pio VII e di Pio IX durante tutta la prima metà dell’800.
Continuando la rassegna di nomi familiari ricordiamo che Almone è il nome di un fiumicello formato da due vene d’acqua che ora alimentano due fontanili nella tenuta della Caffarella, da quella minerale detta Azuasanta e da altri ruscelli. Il nome Almone, nel Medioevo fu sopraffatto da quelli di Appia corrotto in Accia, onde si è formato il nome di Acquataccio.
La Via Appia Pignatelli è stata suggerita da una via che congiungeva l’Ardeatina con la Via Latina. Papa Innocenzo XII (A. Pignatelli) la ampliò, la ristrutturò portandola al percorso attuale che congiunge l’Appia Antica a quella nuova, nel 1700.
All’imbocco dell’Appia Pignatelli, in numerose tombe e iscrizioni veniva fatto cenno a due campi esistenti accanto: Ager Curtianus e Ager Talarchianus.  Frontino parla di “fons curtianus”, dove ci sono le sorgenti dell’acqua Claudia. Può darsi che l’ager curtianus sia proprio li. L’ager Talarchianus era “in praedis Iliae Monimes”, con una “schola” dedicata a Silvano, il dio dei boschi: probabilmente è un campo posto sulla sinistra dell’odierna Appia Nuova, di fronte al campo di golf. Queste iscrizioni, visibili nel 1800, ora sono irreperibili. Nella stessa zona altri epitaffi, ora scomparsi o rimossi, erano dedicati a P. Aelius Andriscus, L. Volumnius.
Sulla sinistra della Via Appia Pignatelli, a circa 600 metri dall’inizio, si stacca una stradina che porta alla Chiesa di S. Urbano. Questa è forse l’adattamento di un tempio dedicato probabilmente a Cerere, annesso alla villa del ricchissimo Erode Attico. Ninfeo della stessa villa era facilmente la grotta cosiddetta della Ninfa Egeria, dall’altra parte del colle, mentre ad un centinaio di metri dalla Chiesa di S. Urbano vi era un boschetto detto Bosco Sacro.
Prima che la Via Appia Pignatelli incontri la Via Appia Nuova c’è un ponte con due lapidi, una sulla destra e una sulla sinistra. A destra, sormontata dallo stemma pontificio con tre “pignatte” c’è la scritta seguente: AD INUNDANTIBUS IMBRIUS IN SECURITATEM INNOC. XII PONT. MAX. ANNO JUBILAEI MDCC. A sinistra un’altra scritta dice: S P Q R RESTITUIT ET AMPLIAVIT A. D. MCMXXVII.
Il forte dell’Acquasanta, all’incrocio della Via Pignatelli con Via dell’Almone e della Via cecilia Metella, venne costruito alla fine dell’800, vicino alle sorgenti dell’acqua santa, e controllava le vie di accesso alla città divenuta capitale.
Via di Tor Carbone deriva il nome da una costruzione medioevale, oggi tronca, a sette metri di altezza, e si può ancora vedere a 700 metri dall’Appia Antica.
Il casale di Santa Maria Nuova, costruito già nel Medioevo su di una cisterna a due piani, in laterizio, appartenente alla villa dei Quintilii con preziosi e visibilissimi resti di fronte alla Chiesa dello Statuario, fu un tempo possesso, con la tenuta omonima che si estendeva fino all’Appia Nuova, del Monastero di S. Maria Nova in Roma. In alcune carte topografiche la zona di Quarto Miglio venne ancora indicata con questo nome.
Capo di Bove deve il suo nome dal fatto che nella parte più alta del mausoleo di Cecilia Metella è visibile un fregio di marmo scolpito tutto attorno, raffigurante festoni e crani bovini. Dove trovare altri punti di riferimento per denominare quel territorio?
Oltre a questi nomi che ricordano sia la storia dell’antica Roma come anche quella del Medioevo, ci sono al Quarto Miglio nomi che si riferiscono ai paesi d’origine degli abitanti di oggi: Lagonegro, Montescaglioso, Campomaggiore, Lauria, Irsinia, Rabbello, Venosa, Vallericcia ecc., quasi per ricordare a chi vi abita che si devono trovare come a casa loro, tanto è salubre e familiare questo lembo di terra, che conserva ancora distese di verde non soffocate dal cemento armato divorante, in molte parti, la caratteristica campagna romana abbellita dall’Acquedotto Claudio e Felice, monumenti che delimitano quasi spontaneamente il nostro territorio.
Il nome di una strada al Quarto Miglio unisce la storia romana e cristiana con quella attuale: Via di San Tarcisio. Tarcisio è il giovinetto martire romano, cui Papa damaso dedicò uno dei suoi carmi più belli nelle catacombe di San Callisto: TARSICIUM SANCTUM CHRISTI SACRAMENTA GERENTEM CUM MALE SANA MANUS PREMERET VULGARE PROFANIS IPSE ANIMAM VOLUIT DIMITTERE CAESUS PRODERE QUAM CANIBUS RABIDIS CAELESTIA MEMBRA.
A San Tarcisio Martire è dedicata l’attuale Chiesa Parrocchiale e a lui è affidato il Quartiere del Quarto Miglio, che lo venera come Patrono.

STORIA MODERNA DI
QUARTO MIGLIO…

Nel 1904 don Orione chiese al papa Pio X di poter fondare una Missione nella Patagonia. La risposta fu che i suoi frati uscissero da Porta San Giovanni, e li facessero sorgere la loro missione.
Sono battute dell’inizio del nostro secolo. Di fatto è semplicemente spaventosa una descrizione del quartiere Appio di quel tempo. Si parla di “formicolaio di analfabeti, di cave di pozzolana divenute rifugio alle intemperie, di tuguri e baracche.
L’Appia viene presentata “ingombra del traffico ai Castelli Romani sulla quale correvano indifferenti le carrozze dirette alle Capannelle nei giorni delle corse; e bettole e bettole, nelle quali si svuotavano fiaschi di vino e si divoravano immani piatti di pastasciutta…”
Andando indietro con gli anni qualche altro documento è più benevolo verso la nostra zona. Siamo nel 1714. Viene proposta ai Padri Cistercensi la erezione di una nuova parrocchia con sede nel “monastero di San Sebastiano”, “dove li detti Padri Cistercensi potranno assistere con ogni carità alli bisogni spirituali dei Vignaroli, Contadini, ed altri abitanti nelle medesime campagne”, “dove gli abitanti sono pochi e poveri; i fedeli obbligati a portare i loro bambini a battezzare al fonte unico di San Giovanni dopo un lungo e scomodissimo viaggio”.
I contadini della nuova parrocchia erano così espressi: “abbiamo diviso nel miglior dei modi e dismembrando dalla parrocchia lateranense, Vigne, Casali, Poderi ed altri luoghi di tal fatta, abitati e inabitati fuori Porta Capena cioè di San Sebastiano incominciando dal ruscello o piccolo fiume dell’Acqua detta comunemente ‘la Marrana di Acquataccio’ vicino la Chiesa chiamata del ‘Domine quo vadis’, così che il corso della stessa acqua, d’ora in avanti, sia il confine della parrocchia Lateranense e di questa nuova parrocchia di S. Sebastiano, la quale da destra di coloro che vengono dalla predetta Porta alla lodata Chiesa di S. Sebastiano. si estenda fino ai confini della Parrocchia di San Paolo fuori le mura; da sinistra invece fino alla palude falla quale nasce lo stesso piccolo fiume; indi per linea retta dalla stessa palude fino a metà della strada che passa tra le due vie pubbliche, quella cioè che porta a Marino e l’altra ad Albano, e per questa via si arriva alla Torre chiamata di Mezza Via di Albano inclusa; di poi, dal lato destro, parimenti venendo da Roma, fino al Casale detto di Torricola incluso e fino all’altro Casale detto volgarmente Vigna Murata compresa e sino agli altri confini della parrocchia di San Paolo”.
Nel 1826 la Parrocchia di S. Sebastiano viene affidata ai francescani. Riportiamo una scaletta che segna le parrocchie sorte in seguito nel territorio ora descritto:
Nel 1919 – viene eretta la Parrocchia di Ognissanti;
nel 1926 – quella di San Benedetto Abate;
nel 1930 – San Francesco Saverio alla Garbatella;
nel 1932 – Maria SS. del Divino Amore;

nel 1935 – la parrocchia della SS. Annunziata; nello stesso anno, il primo marzo, veniva eretta anche la parrocchia di San Tarcisio, affidata ai frati francescani. Il territorio si estendeva da via dell’Almone fino alle Capannelle di Marino, sempre lungo la via Appia Nuova. Su questo territorio attualmente esistono quattro parrocchie, S. Ignazio allo Statuario, Santo Stefano a Torre Fiscale, Santa Barbara alle Capannelle e S. Tarcisio.
E’ ovvio che la storia del nostro territorio si inserisce e coincide con la storia delle Parrocchie. E per venire a noi, segniamo come data importante il giorno 10 aprile 1927; è la domenica delle Palme, viene aperta al culto pubblico la prima Chiesetta dedicata al Martire romano della Eucaristia San Tarcisio tra via Palazzolo e via Galloro. I Frati di Via Merulana vengono a celebrarvi la Messa nei giorni di festa.
Prima che sorgesse questa chiesetta la località del Quarto Miglio era quasi sconosciuta e abbandonata. Tra l’Uva di Roma (Villa Malaguti) e l’Appia Pignatelli (Villa Parini) esisteva una piccola cooperativa di casette ad un piano con terrazzo: erano queste a dare l’impressione che il territorio fosse abitato. E’ sempre intorno a questa data (1927) che risale, anche la costruzione di baracche di legno adibite a scuole elementari dall’Ente Scuola Rurale, ancora visibili in via Galloro.
Nel 1930, la bonifica dell’Agro Romano interessò la zona dell’Oliveto, come attesta l’iscrizione posta nella Casa Cantoniera in via Appia Pignatelli. Nel 1932 gli abitanti di questa zona ebbero una gradita sorpresa: il Governatore di Roma denominava questa località ‘Borgata di San Tarcisio’.
Qui iniziano le prime note di cronaca: segnano, possiamo dirlo, il nascere di un interesse comune di questi abitanti che conoscevano, forse solo se stessi e il piccolo ciondolo di terra dove essi trascorrevano la giornata e la vita.
STORIA A MEMORIA D’UOMO
Le origini della parrocchia di San Tarcisio sono francescane, non soltanto per la povertà degli inizi, ma anche perché la sua prima cura pastorale è legata alla presenza dei Figli di San Francesco. Fin dal 1926-1927 essi vennero nella zona quasi deserta, in una cappellina radunando i pochi fedeli sparsi qua e là nei casolari. Quando nel 1933, P. Leonardo Bello fu eletto ministro generale dei frati minori, volentieri accettò la proposta del Vicariato di erigere una Parrocchia in una lunga fascia di territorio adiacente la via Appia, nonostante la povertà assoluta, i pochi mezzi e la mancanza di locali per le celebrazioni.
Il territorio della parrocchia è vasto, siamo nel 1935 e gli abitanti vengono così descritti: “La prima visita fatta alle famiglie della Parrocchia, la popolazione di S. Tarcisio si compose di elementi eterogenei ed è fluttuante… Risultano famiglie di agricoltori e pastori, provenienti dalla Bassa Italia, a coltivare e condurre le vaccherie dell’Agro Romano; le famiglie del pisano addette all’ippodromo delle corse, del resto poi poveri o impresari che piantano qua i loro depositi di materiali”.
Le famiglie sono 349 e formano una popolazione di 1558 persone.
Sono notizie che ci vengono offerte da testimonianze e da protagonisti. “L’affiatamento tra il popolo è deficiente e si tende alla vita egoista e di assenteismo. L’igiene delle abitazioni lascia a desiderare ed è troppo frequente il trovare in una stanza un’intera famiglia riunita ad usufruire di essa come cucina, camera, salotto. L’educazione elementare quasi non esiste”. “Il giorno 11 novembre 1935 si è inaugurato l’asilo infantile con 35 bambini. Vi assiste una suora e si distribuisce ogni giorno la minestra, mezza frutta e una cioccolata”.
Il 4 novembre dello stesso anno “… si è costruita fra un gruppo di giovani parrocchiani la società filodrammatica “San Tarcisio” che offre al popolo delle sane recite”.
Riporto queste curiosità perché ci fanno constatare come con il sorgere della Parrocchia la gente diviene “popolo”, nascono i primi interessi sociali, si organizza e mette a fuoco i propri problemi.
Sono le feste religiose che radunano le persone. Si legge che la processione del Corpus Domini del 1936 “portò seco il popolo completo”. In seno alla Confraternita del Santissimo Sacramento si è costituita una commissione speciale per il miglioramento della zona. “Attualmente essa svolge pratiche per le tariffe tranviarie, per il disciplinamento della distribuzione dell’Acqua Marcia nella Borgata di San Tarcisio e per la manutenzione stradale delle due Borgate”
Anche la costruzione di una Chiesa viene annunciata in un bollettino intitolato “Vita Parrocchiale” nel 1938: “Come sapete, una nuova Chiesa si dovrà costruire in Roma, dedicata al piccolo fanciullo romano san Tarcisio. Sorgerà al IV Miglio sulla via Appia Nuova, poco lungi dai pressi del suo martirio. La Chiesa volgerà il fronte nella direzione di Oriente, verso i luoghi santi lontani, verso il Santo Sepolcro, quasi a trovarsi nella via radiosa delle fede che di là emanò”.
Un linguaggio un po’ aulico che lascia capire però la nuova esigenza che viene a crearsi quando le persone di una zona desiderano incontrarsi e avere un luogo di riferimento comune.
Porta la data del 14 marzo 1938 un resoconto di una visita alla Parrocchia: “… è una parrocchia poverissima, di circa 2000 anime, sparse in territorio di compagna e collina di 6-7 Kmq circa. Non ha un vero centro, ma due gruppi di case staccate l’una dalle altre un kilometro circa e poi dei casolari sparsi qua e là con una popolazione sempre fluttuante di braccianti, operai e sfrattati… Moltissimo vi è da fare nello spirituale e tutto nel materiale. Tolta la strada provinciale, non vi sono ancora strade, non vi è medico, farmacia…” . Chi scrisse queste testimonianze ricevette l’incarico di Parroco neanche un mese dopo e si interessò “anima e corpo” per la costruzione della Chiesa. Era convinto infatti che se non fosse stata costruita subito, la guerra imminente ne avrebbe reso impossibile la realizzazione.

LA NASCITA DI QUARTO MIGLIO
Nella ridente e panoramica località di IV Miglio Appio, nella periferia a sud-est di Roma, verso i Colli Albani, non lungi dall’Appia Antica, la “regina viarum”, è sorta, in questi ultimi mesi, quasi per incanto, la Parrocchia, dedicata al caro giovinetto romano, “San Tarcisio Martire”. A questa notizia apparsa nel Bollettino Parrocchiale del 13 giugno 1939, fecero eco molti giornali.
La storia poi continua, e un lungo elenco di iniziative tende a rendere la vita degli abitanti, piccoli e grandi, sempre più umana.
Viene aperto un asilo infantile, si dona minestra e frutta, si costruiscono ponticelli e passerelle, si sta vicino a tutti durante la guerra che porta con sé episodi tragici e disperati…
E’ necessario poi incontrarsi per risollevarsi da tale flagello. Nell’immediato dopoguerra, il Comitato di Borgata costituito sotto la direzione del Parroco, si occupa degli innumerevoli bisogni della “zona periferica Appia, che comprende un territorio vastissimo, da via dell’Almone alle Capannelle di Marino, racchiudendo in sé le Borgate di IV Miglio, Statuario, Capannelle, Tor di Mezza Via, Acquasanta, Tor Fiscale e Cecilia Metella, tutte facente parte della Parrocchia di S. Tarcisio”. Occorrono le scuole, bisogna migliorare le strade, si organizzano colonie estive, cucine popolari, i mezzi di trasporto pubblico e le comunicazioni telefoniche, viene installata una fontanella pubblica in via Annia Regilla, si prepara il campo sportivo, prende forma l’Oratorio…”.
Il Comitato di Borgata scrivendo all’Assessorato dei LL.PP. del Comune di Roma ricorda, in data 9.3.50 la situazione delle scuole elementari (baracche di legno ormai quasi fradicio), del ponte sulla marrana (molto pericoloso e al di sotto del livello stradale) e accenna alle “ormai 4.000 anime che in appena un anno sono affluite nel nuovo Rione di Roma IV Miglio”.
Il 1951 è l’anno della meraviglia così scrive il cronista: “La nostra zona va di giorno in giorno crescendo di case e di popolazione. L’edilizia è in pieno sviluppo. Gli orti e i prati scompaiono per dare luogo a palazzine. Si vedono qua e là nuove strade con lavori di sistemazione in corso, fogne, luce ecc. Si aprono quasi di continuo botteghe, bar, aziende di questo o quel genere di lavoro. Tutto è in movimento. Anche i servizi pubblici: tram, autobus, posta, scuola, mercato ecc. vedono aumentare ogni giorno di più il personale onde andare incontro ai crescenti bisogni dei sempre più numerosi cittadini. Il continuo andirivieni di gente con auto, camions, e altri mezzi privati e pubblici, per commerciare, lavorare… dice chiaramente che in zona vi è un fermento di vita.
Quarto Miglio si incammina a diventare un quartiere di Roma, un vero e grande quartiere residenziale”.
Nel 1952 il Parroco scrive nel Bollettino: “La Parrocchia, che contava, fino a qualche anno fa, qualche migliaio di persone, oggi vede il suo numero più che quintuplicato, ed è in continuo aumento.
Gente venuta qui da ogni parte, delle più disparate professioni, arti, mestieri, abitudini, uniti alla comune necessità di vivere, dimora nel territorio che va dall’Acquedotto Claudio ai Pini dell’Appia Antica”.
“A suo modo sorge San Tarcisio con molti problemi e molte necessità”: sotto questo titolo un giornale del tempo (Il Popolo 21.8.52), descriveva la fretta con cui si sviluppava il quartiere. La scelta del luogo era giustificata dagli affitti accessibili e dalla vicinanza alla città.

PAPA GIOVANNI AL IV MIGLIO
Siamo nel ’55. Pare che IV Miglio stia per delineare una sua fisionomia. Il Comitato di Borgata IV Miglio – Roma il 5 agosto informava la Guida Monaci che:
Acqua Santa – Tor Fiscale, 7° Km, Parrocchia Santo Stefano.
IV Miglio Appio, 9° Km, Parrocchia San Tarcisio.
Statuario (Borgata Caroni), Parrocchia S. Ignazio
Capannelle, 13° KM, Parrocchia Santa Barbara.
Negli ultimi anni passati formavano una sola Borgata IV MIGLIO – CAPANNELLE; oggi, le Borgate in parola fanno ognuna per sé ed hanno ognuna la loro Parrocchia e un loro Comitato di Borgata. Sono dunque quattro enti ben distinti l’un dall’altro tutti ben intesi sull’Appia Nuova”. E continua: “Il numero d’abitanti è di circa 14.000 ed è costantemente in aumento.
La Borgata si trova oggi in condizioni abbastanza fiorenti. Quasi tutte le strade sono sistemate, una parte di fognature, luce, telefono, autopullman ecc. mentre non si trascurano altre pratiche per una più ampia miglioria per quello che rimane da fare”.
La piazza antistante la Chiesa viene chiamata “Largo Padre Leonardo Bello” il 29.9.56 con la seguente motivazione: “La Borgata del IV Miglio ha particolari legami con Lui, per aver Egli posto alla cura della parrocchia… i Religiosi Francescani che tanto cooperarono, oltre che al bene spirituale, anche allo sviluppo urbano della zona, allora quasi deserta, divenuta oggi un attraente e distinto quartiere della città”.
Nel 1957 vengono fissati nuovi confini della Parrocchia di San Tarcisio che corrispondono più o meno a quelli attuali.
Così, con attrezzature e spazi sufficienti, con vitalità e punti di riferimento precisi, IV Miglio, al dire di molti, trascorre i suoi anni migliori.
Vorrei concludere questa povera rassegna di avvenimenti riferiti al nostro Quarto Miglio ricordando una data che ha fatto “vedere” il nostro Quartiere a tutto il mondo.
Il 7 aprile 1963 alle ore 16.00 Papa Giovanni XXIII viene a farci visita. Sono stati i “Quartomigliesi” a dare per primi l’appellativo di Buono, a Papa Giovanni, scrivendo in grande sopra l’entrata della Chiesa VIVA IL PAPA BUONO. Questa scritta, trasmessa per Televisione assieme a tutto l’avvenimento, è entrata spontaneamente nel cuore di tutti gli italiani e nel cuore del Mondo.
In risposta a questo appellativo, Papa Giovanni diceva agli abitanti del Quartiere, e a Tutti: “Con nostro Signore non c’è pericolo di inganno. La sua dottrina è solida perché opera di Dio, valica i secoli, si estende in benedizione e serenità, ad ogni regione del mondo”.

NOTIZIE SPARSE SU QUARTO MIGLIO
ACCOLITATO: conferito ai Religiosi Fr. Vittorino Fincato, Fr. Domenico Fornasier e Fr. Luciano Longo, dopo un’accurata preparazione data da P. Alfonso Fratucello. La funzione religiosa e la consacrazione avvengono il 28 ottobre 1937, celebrando il P. Provinciale.
ACQUEDOTTO dello Statuario. Nel pomeriggio di sabato 3 novembre 1951, il sindaco Rebecchini inaugura il nuovo acquedotto. Alla cerimonia della benedizione della nuova fontana artistica ci sono insieme al sindaco gli assessori Saraceni, Monico e altre autorità. Col nuovo acquedotto si potranno distribuire 29 once (sette litri circa al secondo) alla pressione di circa m.20 sulla quota più elevata della zona.
L’AMBULATORIO per i venticinque anni di permanenza al IV Miglio di Fr. Vittorino e di P. Nicolò, Fr. Leonardo per un anno di differenza non è tra i festeggiati (è arrivato in borgata circa un anno dopo). Un po’ di festa alla S. Messa delle ore 11.30, con canti e applausi. Banchetto gioioso e fraterno con qualche ospite, esposizione di fotografie d’archivio.
L’ASSOCIAZIONE S. VINCENZO DE’ PAOLI inizia in febbraio del 1952. Il parroco invia a tutte le famiglie una lettera con la quale si domanda di aderire, impegnandosi a consegnare alla Parrocchia, per i poveri, denaro, pane e altre cose.
AUTOBUS. Ha inizio il 1 gennaio 1951 il servizio dell’autobus (S. Giovanni – S. Tarcisio – Statuario) gestito dalla società parastatale S.T.E.F.E.R. Alleggerirà le corse del tram di Capannelle, che percorre il tragitto Capannelle – Stazione Termini. Le fermate sono davanti al negozio alimentare Nicolini, Appia Pignatelli e Statuario. Si nota che la tariffa del biglietto è costosa. Il 18 febbraio il percorso dell’autobus è prolungato fino a P.zza Vittorio.
I BAMBINI DI ROMA, sorteggiati al teatro Quirino per il concorso del presepi sono ricevuti dal Papa Paolo VI il 30 gennaio 1966. Dalla nostra parrocchia parte Patrizia Parisella, di undici anni, studentella di prima media. La notizia passa di bocca in bocca perché la fortunata bambina andrà a pranzo dal Papa che siederà a capo della tavola, a forma di ferro di cavallo, mentre i bambini saranno disposti lungo i due lati principali.
P. LEONARDO BELLO, ministro generale dei Frati Minori, non può essere mai ignorato dai fedeli della Parrocchia, verso la quale ebbe un particoalre affetto. Lui, al quale è dedicata la piazza antistante la Chiesa, nel 1935 per desiderio di Pio XI, affida al proprio ordine la cura spirituale della nostra borgata. Muore il 28 novembre 1944 nel Convento di S. Antonio in via Merulana Roma, dove si svolgono pure i funerali il 1 dicembre. A lui dopo la dedicazione della Piazza (1 agosto 1956) si erige un busto, posto su un piedistallo di marmo peperino, il 29 giugno 1962. L’effige bronzea si trova ancora oggi nel giardino a fianco della chiesa, verso via S. Tarcisio.
EDMONDO BERNACCA, il popolare Colonnello che presenta alla televisione “le previsioni del tempo”, è qui tra noi il 13 Marzo 1979. Dopo essere stato alle scuola medie, per invito di salvatore Pizzella, visita anche i nostri frati con i quali parla di amore francescano per la natura tutta.
BOLLETTINO PARROCCHIALE appare con vesti nuove nel marzo 1969 e nel novembre 1973.
CAMPO SPORTIVO “GERINI”. il 27 aprile 1952, alle ore 11.00 c’è una grande festa, per l’inaugurazione del campo di calcio. Il Cardinale Micara, Vicario del Papa benedice gli impianti; ci sono autorità civili e religiose. Il marchese senatore Gerini, il senatore Canaletti, Gaudenti, il Sindaco.
CARMELO CARUSO, nel pieno del disastro del terremoto nell’Italia Meridionale, è nominato prefetto di Avellino. Momento difficile per lui, sia per il terremoto, sia per le strumentalizzazioni politiche.
ARNALDO CANEPA. Ricordiamo qui, di sfuggita il Comm. Arnaldo canepa fondatore del C.O.R. (Centro Oratori Romani). E’ nato a Roma nel 1882. Attivissimo nell’attività laicale, in aiuto della vita ecclesiale era ben conosciuto anche tra di noi. Muore il 2 novembre 1966.
Nella Cappella della Madonna si toglie (luglio 1974) l’altare. Nasce così la Cappella del Santissimo, con tabernacolo su colonna di porfido, opera dello scultore Aldo Calò.
CATECHESI. La prima Comunità Neocatecumenale chiude la sua prima convivenza il giorno 11 aprile 1976 e così inizia la sua vita con ventisei membri; il Presbitero è P. Carlo Rinaldin e responsabile Romano Colonna.
P. ANACLETO CHIAPPINI, archivista dell’Ordine e storico, il giorno di Pasqua del 1942 (5 aprile) conclude le predicazioni tenute durante la Settimana Santa. I fedeli, preparati da lui, hanno partecipato con fervore ai riti sacri.
CHIESA. Con il 1 gennaio 1939 l’amministrazione della chiesa è separata da quella del Convento. Il 14 ottobre 1945 si festeggia, con l’inaugurazione del dipinto votivo “La Gloria di San Tarcisio” il Decennale della Parrocchia. Ne ricordano l’avvenimento “Il Quotidiano”, “L’Osservatore Romano”.
COLLETTORE. Al Ministro della Sanità, al Prefetto, al Sindaco di Roma è inviato questo telegramma: “Causa recente sospensione lavori rimasti scoperti Hm.1 Collettore principale efficiente fognatura centro abitato Quarto Miglio Appio-Roma-stop-popolazione immersa fetore et nugoli zanzare paventando epidemia sollecita provvedimenti oltre immediata disinfestazione con rastrellamento rottami formanti ristagni addebitandovi future evenienze-stop- presso Parrocchia depositate firme protestatarie. De Rossi parroco, De Bonis Presidente Comitato Civico locale, Maselli … Roma IV Miglio Appio 10.7.1966.
COLONIE ESTIVE. 12 agosto 1946. Vengono aperte le colonie estive dell’Azione Cattolica nella nostra Parrocchia. Il luogo prescelto per la colonia è la pineta di Via Appio Claudio. Il numero dei bambini assistiti dall’Azione Cattolica è di circa 100. Assieme a questi ci sono i bambini assistiti dall Democrazia Cristiana, che ci dà la possibilità di avere la “cucina” in comune, poiché la Parrocchia non possiede niente per preparare i cibi cotti. I bambini iscritti siono 200, ma effettivamente sono presenti 170. Hanno la colazione il mattino (pane e latte), il pranzo a mezzogiorno e nel pomeriggio la merenda (pane e marmellata). Le cibarie sono distribuite dall’U.N.N.RA, mentre legna e verdura sono comperate in parte, e qualche volta regalate. La Colonia è sorvegliata da P. Nicolò, dalle Suore Alcantarine, aiutati da giovani e ragazze; le cuoche sono alcune donne della Statuario e una Suora Alcantarina. Ci sono cento femminucce e settanta maschietti.
COMITATI PARROCCHIALI. Nell’immediato dopo guerra (1945) si costituisce, sotto la direzione del Parroco, un Comitato che si occupa degli innumerevoli bisogni della zona periferica dell’Appio, che allora comprendeva il territorio vastissimo da Via dell’Almone alle Capanne di Marino, racchiudente le Borgate di IV Miglio, Statuario, Capannelle, Tor di Mezza Via, Acquasanta, Tor Fiscale e Cecilia Metella. Tutta la zona sotto la giurisdizione della Parrocchia di San Tarcisio. Il Comitato prende il nome di “Comitato di Borgata”. Si interessa con zelo dei bisogni più urgenti: cucine per gli affamati, case per i senza tetto e gli sfollati, assistenza sanitaria, strade, luce, acqua, tram, scuola, ponti sulle strade ecc. Dopo alcuni anni il comitato si sciolse, ma nel 1953 il Parroco dà vita ad un nuovo comitato che battezza col nome di “Comitato Civico Locale”, con sede nei locali della Gioventù maschile di A.C. in Largo P. Leonardo Bello.
COMPAGNIA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO. Eretta canonicamente giovedì 20 giugno 1935, nella festività del Corpus Domini, con Decreto e Statuto di dieci articoli. Tutto con approvazione del Vicariato di Roma e rescritto il 15 giugno.
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE. Nato nella primavera del 1974, si riunisce nuovamente nel febbraio dell’anno successivo. Non è un Comitato di Quartiere e un movimento. E’ una realtà ecclesiale che interessa il Quartiere come comunità parrocchiale. Il valore del Consiglio Pastorale e solamente consultivo.
CONVERSAZIONI BIBLICHE SUL VANGELO. Ogni lunedì, per tutto l’anno 1975 P. Efrem Ravarotto tiene un corso biblico per le suore della parrocchia e delle parrocchie vicine. Tali lezioni in novembre sono aperte anche ai fedeli.
ORESTE DORBES, il noto pittore della nostra borgata, muore a Cittadella il 25 settembre 1977, di domenica, quando in Parrocchia si festeggia San Tarcisio Martire. Il P. Guardiano e Salvatore Pizzella si recano a rendere omaggio a “fra Oreste”, come lui amava chiamarsi e farsi chiamare. Di buon’ora, andando a ritirare la pensione, si fermava dai nostri frati, ai quali chiedeva di tenergli un posto a tavola. Verso mezzogiorno tornava con qualche cosa e pranzava allegramente con loro. Di lui rimangono, a Cittadella la “Via Crucis”, e a San Pancrazio (Ponte di Barbarano – VI) le lunette con la vita di S. Francesco.
E.C.A. Dopo pratiche con l’ente delle cucine di S. Pietro, con il Marchese sacchetti (fin dal 1945) si prendono accordi con l’Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) Il Parroco scrive prima al prefetto di Roma, proponendo di sistemare le cucine al lotto 49 dello Statuario, dove esiste l’Orfanatrofio detto della Madonna della Strada, per alleviare la grave situazione di molti derelitti, soprattutto bambini e bambine. Scrive anche all’avvocato Persiani, Segretario rappresentantew dell “Cucine” dell’E.C.A. Le cucine sono aperte il 22 febbraio 1948, alla presenza del Parroco, di Monsignor Ercole, dell’Ing. Barluzzi, Presidente dell’E.C.A. Agli inizi degli anni sessanta, ancora in febbraio, per interessamanto del Parroco e del Comitato Civico, l’E.C.A. apre in V. Servilio IV n. 6B un Ufficio Assistenza Civica Comunale. Siamo nel febbraio 1963.
FESTA DEL LIBRO DEL VANGELO. Il 29 maggio 1060 vede la chiesa tutta addobbata, perché nel presbiterio è allestita la mostra del Vangelo. Padre Nicolò ha curato tutto con amore.
FONTANELLA PUBBLICA. Presso la Chiesa, in Via Annia Regilla, il 21 luglio 1948 il Comune di Roma installa una fontanella, che fin dal 1946 il Parroco aveva chiesto.
G.A.M. – Gioventù Ardente Mariana. Il primo segno di vita è il 6 dicembre 1977.
GIOVANNI XXXIII, a poco più di un anno di distanza dalla sua visita in parrocchia, la sera del 12 settembre 1964, viene ricordato con il dipinto del Prof. Dorbes; il Papa Buono troneggia sulla parete esterna di una loggia della casa in via Menofilo 61. Siamo nella settimana dedicata ai festeggiamenti di San Tarcisio; la processione con la statua del santo si arresta vicino alla casa, ed il Parroco benedice l’opera, mentre P. Leone si rivolge ai fedeli con parole appropriate di circostanza. “L’opera dell’artista è stata offerta alla Parrocchia. Egli ha dipinto un portale rinascimentale con una porta di ferro, divisa in sei specchi, sull’architrave c’è scritta la benedizione papale. Nella lunetta sovrastante il portale è dipinto, con finto mosaico, lo stemma papale e la scritta “In memoria della visita del Papa Buono alla Parrocchia di S. Tarcisio il 7 aprile 1963”. Sulla fascia inferiore la scritta: “Iustitia et Pax esculate sunt”. Sostengono l’architrave due pilastri di finto granito di Bavena, con capitello composito. Il soffitto è decorato con la figura dell Spirito Santo e la scritta: “Pacem in terris”. Aperto il portale appare sulla soglia la figura del Papa Buono, sorridente e benedicente. Nei sei specchi interni del portale sono dipinti i quattro Simboli degli Evangelisti, i due simboli dell’Enciclica “Mater et Magistra, e quella del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo. Tutto armonicamente composto sia per lo stile di purezza classica, sia per l’esecuzione della parte pittorica”.
IL PROF. GIOVANNI ITALIANO, infaticabile uomo d’azione della Parrocchia, riceve dal Parroco il 20 febbraio 1955 l’insegna di Cavaliere di San Gregorio Magno.
MARISA LONGORNO, nata alle ore 0,03 del 1 gennaio 1963 è la prima cittadina che è venuta alla luce a Roma quest’anno. “Il Popolo” co informa che al battesimo le è stato padrino il Sindaco, rappresentante dell’assessore Dr. Maria Cautela Muu.
IL CONTE MARTINI MARESCOTTI, proprietario della cappella di Tor di Mezza Via, è funerato il 9 gennaio 1941.
FRANCESCA PAOLA MONTINI, pronipote di Paolo VI è battezzata nella nostra chiesa, dal Cardinale Pignedoli. E’ presente  alla cerimonia il senatore Ludovico Montini, fratello del defunto pontefice.
MOSTRE. Il nostro quartiere non dimentica l’arte e la cultura, e attraverso gli anni manifesta in varie occasioni il suo amore per il bello ed il sapere. Il 29 gennaio 1967 il “Circolo Artistico Giovanile” allestisce una mostra d’arte, in sala Parrocchiale, sotto la guida del professor Dorbes. Sarà seguita dalla Mostra del libro, il 12 marzo dello stesso anno e si ripeterà a dicembre degli anni 1971 e 1972. Ricordiamo che nel settembre del 1966, sempre nella sala parrocchiale, c’è stat la Prima Rassegna d’Arte del Gruppo Artisti della Borgata, mentre il 2 febbraio 1978 abbiamo avuto la mostra dei disegni, su San Francesco, dei bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie. Non possiamo dimenticare le mostre, fotografie delle Sindone (giugno 1977) e “Fotografiamo il IV Miglio” (2 ottobre 1977).
L’ORATORIO è stato ripreso dalla TV il 16 novembre 1977, per un servizio giornalistico che andrà in onda verso la metà del gennaio 1978.
IL NUOVO ORGANO arriva il giorno 8 novembre \960. E’ elettronico e costa settecentomila lire. il 19 marzo 1961 è inaugurato con un concerto. Suona P. Alessandro Santini, professore di accompagnamento gregoriano, professore d’Organo complementare nel Pontificio Istituto di Musica Sacra.
PONTE SULLA VIA SAN TARCISIO. Il giorno 11 marzo 1947 parte la prima lettera del Parroco al Capo della III Divisione del Comune di Roma, ing. Conte, per chiedere la costruzione di un ponte di muro sulla via San Tarcisio. Quello esistente è pericolante e la sua caduta separerebbe la chiesa parrocchiale dagli abitanti di via Appia Nuova. L’ing. Conte è favorevole alla costruzione del ponte che verrà a costare cinque milioni circa. Dopo molte trattative burocratiche il 9 febbraio 1948 incominciano i lavori per la costruzione del ponte.
ANNA PUCCI. Alle ore 6 del giorno 28 agosto 1966 spira quasi all’improvviso. Soffriva di scompenso cardiaco, ma nessuno pensava che spirasse. “Mamma Pucci”, come era chiamata, era conosciutissima in Parrocchia perché donna di Azione Cattolica, terziaria francescana. Si occupava delle colonie estive per i bambini e dell’ambulatorio parrocchiale. Era membro attivo anche della Democrazia Cristiana. Il funerale è un vero tributo di affetto e di riconoscenza alla defunta. Il Parroco celebra la S. Messa e tesse l’elogio funebre.
PADRE IGINO RESENTE, nostro parroco inizia il XXV anno di sacerdozio il 21 giugno 1977; i festeggiamenti culminano il 22 giugno dell’anno dopo.
LA RICERCA, gruppo in gestazione fin dall’ottobre 1974 vede la luce il giorno 11 gennaio 1975. E’ formato da ragazzi e ragazze che vogliono incontrarsi e conversare, presente un sacerdote; li assiste P. Giambattista Casonato. Dopo un dibattito si danno uno statuto che li dovrebbe regolare nel loro tragitto. Nel gennaio 1976 il gruppo si mette in discussione da se stesso. Sparirà in silenzio, come in silenzio è nato.
LE PRIME SCUOLE ELEMENTARI sorgono in via Galloro, nel dopoguerra. Ai primi di ottobre 1944 il Parroco espone, con lettera al Sindaco di Roma, la necessità dell’apertura della scuola a IV Miglio. Si cercano i locali anche per la scuola elementare allo Statuario. Il ventisette maggio 1950 giunge la notizia che il Comune ha stanziato cinquanta milioni per le scuole elementari, che a settembre dell’anno dopo sono ancora nei desideri della popolazione, come apprendiamo da un articolo apparso sul “Quotidiano” il giorno 16. Finalmente il 14 marzo 1953 si pone la prima pietra per la scuola elementare, che sorgerà all’angolo fra la via e il vicolo S. Tarcisio. E’ inaugurata sabato 16 gennaio 1954 dal Sindaco Rebecchini. Tra le Personalità il Prefetto di Roma Binna, gli Assessori Giannelli, Angelilli, Francini, Bozzi ed alcuni consiglieri comunali. Ricordiamo che il 31 ottobre 1960, dopo tanto lavoro diplomatico di P. Nicolò, del Parroco e del Direttore delle Scuole di Capannelle, prof. Campanini, sono benedette le aule della Scuola Commerciale, sita in via Servilio Quatro.
La scuola Media inizia col nuovo anno scolastico 1961-62.
GLI SCOUTS, nati nel 1966, si sciolgono nel gennaio 1976 per inconcepibili deviamenti dei loro Capi.
LE SUORE DI DON GUANELLA, con l’inaugurazione della loro Casa (mercoledì 15 ottobre 1952), iniziano la loro grande opera di carità nel nostro quartiere. Ha benedetto l’Istituzione il Cardinale Vicario, accolto nella casa dalla Madre Generale dell’Opera Femminile Don Guanella, Suor Angela Cecchini, dalla Vicaria generale Suor Apolonnia Bistoletti, dal pro Sindaco di Roma avv. Andreoli e da tante altre personalità.
LE SUORE DI SAN GIUSEPPE DEL CABURLOTTO festeggiano il 19 marzo 1976 il 25° di permanenza a IV Milgio Appio.
LE SUORE DEL PROTETTORATO DI SAN GIUSEPPE arrivano, con le orfanelle il 18 luglio 1938. Si sistemano a Villa Ranucci.
LE SUORE SACRAMENTINE arrivano in Parrocchia il giorno 8 settembre 1947 e si stabiliscono al Lotto 49 dello Statuario.
STATUARIO. Il parroco ottiene una baracca dagli Inglesi per la Cappella il 5 marzo 1946. Il 25 marzo iniziano i lavori per la sistemazione della Cappellina. Un Sergente Inglese gentilmente e gratuitamente offre il lavoro di suoi operai e le autorità alleate provvedono al trasporto del materiale. La costruzione della cappella origina una polemica perché un giornale dell’epoca dà notizie false e tendenziose circa i “volontari” lavoratori, arbitrariamente tinteggiati con colorazione politica. La campana della “chiesetta” è un pezzo da museo. Risale all’anno 1712 e suonava un tempo per un tempietto della famiglia Talarico, nelle campagne calabresi.
IL TELEFONO per le necessità della borgata arriva nel Gennaio 1949. Il giorno 9 si reca in Parrocchia il Direttore della Teti con due ingegneri, assicurando che il telefono sarà installato vicino alla chiesa. Il telefono tanto desiderato ha dietro a sè tante polemiche, perché cinque famiglie, che avevano il telefono funzionante prima della guerra, non possono più usare il prezioso mezzo di comunicazione, perché la Teti esige da ciascuna famiglia ben lire 400.000 per rimettere in funzione l’apparecchio (cfr. Voce Repubblicana di Giovedì 26 agosto 1948). A giugno del 1955 anche la Parrocchia sta per avere il telefono, mentre “Momento Sera”, martedì 2 agosto 1955 scrive che a IV Miglio mancano ancora i telefoni e le fognature; un anno dopo, sabato 12 maggio 1956 “Il Messaggero” ci informa che è sorta la nuova centrale telefonica a IV Miglio.
IL TENTATIVO gruppo giovanile nato nel 1971, dopo varie discussioni, lascia i locali della Parrocchia nel febbraio 1973.
TOR CARBONE è affidata alle cure dei sacerdoti della nostra Parrocchia, con Decreto del Vicariato del 18 ottobre 1973.
TRANVETTO. Il 1 luglio 1978 è soppresso il tram Termini-Capannelle. Il servizio sarà svolto dagli autobus dell’A.T.A.C.

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14 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Domitilla
    Apr 27, 2013 @ 12:57:51

    E sui conti Aronica non esiste più nulla?

    Rispondi

    • LUIGI
      Gen 27, 2016 @ 16:17:32

      Salve. Avendo da diversi anni lo studio nel castello dei conti Aronica (oggi soc.Tecla) anch’io mi domando come mai non ci sono notizie. Credo che pochi anni fa sia morta l’ultima erede.

      Rispondi

      • biblioteorema
        Gen 27, 2016 @ 18:59:45

        Ho personalmente ricevuto la testimonianza di Matteo Aronica intorno al 2011. Mi riferì che il Conte Giuseppe Aronica giunse a Quarto Miglio intorno al 1949, acquistò un fabbricato al di sotto del quale erano presenti delle cantine e lì decise di costruire il Castello ed utilizzò le cantine per realizzare la produzione di vino e birra.
        Teodoro Raco

  2. LUIGI
    Mag 12, 2016 @ 15:00:34

    Grazie per il contributo. Gli artisti presenti nel Castello hanno intenzione di fare una grande mostra ad esso intitolata. Chiunque avesse notizie è pregato di fornirle. Intanto procediamo con quello che abbiamo.
    Luigi de Cinque

    Rispondi

  3. LUIGI
    Mag 14, 2016 @ 07:57:28

    Salve. A proposito della mostra Artisti al Castello invio i contatti richiesti.
    Luigi de Cinque via di San Tarcisio 118, tel.067183418, email:defive6@libero.it
    A presto.

    Rispondi

  4. biblioteorema
    Mag 15, 2016 @ 18:29:40

    Grazie Luigi. In un modo o nell’altro entreremo in contatto. A presto!

    Rispondi

  5. GIORGIO MORO
    Ago 12, 2016 @ 17:12:12

    INTERESSANTISSIMA STORIA IO NATO IVMIGLIO 1944 BATTEZZATO SANTARCISIO E HO AVUTO L’ONORE DI CONOSCERE GLI EREDI ARONICA NN RICORDO I NOMI,,,,DUE FRATELLI UN MASCHIO UNA FEMMINA BELLISSIMA RAGAZZA ,,,,ìììììì

    Rispondi

    • LUIGI de CINQUE
      Ott 03, 2016 @ 21:15:11

      Gentile Giorgio,
      pensavo di aver già fornito i miei recapiti per un contatto. Spero che stavolta la mail funzioni meglio. Il mio telefono è 3683491842. Sarò lieto di incontrarla per lo scambio di informazioni. Contatterò anche la sig. Domitilla Aronica..
      A presto, cordiali saluti
      Arch. Luigi de Cinque

      Rispondi

  6. Domitilla D'amico Aronica
    Ago 24, 2016 @ 13:16:50

    Salve io sono la nipote dell’ultima erede. Vorrei mettermi in contatto con voi per la mostra che farete.

    Rispondi

    • LUIGI de CINQUE
      Ott 03, 2016 @ 21:13:31

      ROMA
      Gentile Domitilla,
      pensavo di aver già fornito i miei recapiti per un contatto. Spero che stavolta la mail funzioni meglio. Il mio telefono è 3683491842. Sarò lieto di incontrarla per lo scambio di informazioni. Contatterò anche il sig. Giorgio Moro.
      A presto, cordiali saluti
      Arch. Luigi de Cinque

      Rispondi

      • biblioteorema
        Ott 04, 2016 @ 15:06:51

        Salve Luigi e Domitilla,
        mi dispiace di non essere riuscito a farvi mettere in contatto prima.
        Negli ultimi mesi, pur seguendo l’interessantissima iniziativa dell’Architetto De Cinque, e conoscendo direttamente la storia della famiglia Aronica, sono stato un pò preso dal mio lavoro e quindi sono stato un pò lento nell’approvare le vostre conversazioni.
        Sono felice che ora siete in diretto contatto 😀
        Nel caso realizzaste qualche mostra o altra iniziativa culturale, mi farebbe piacere se voleste comunicarmela.
        Un saluto.
        Teodoro Raco

  7. LUIGI de CINQUE
    Ott 14, 2016 @ 17:03:57

    Salve. A proposito della mostra Arte al Castello, confesso che sto capendo poco circa questa girandola di scambi epistolari che non portano a nulla. In sintesi:
    Molto faticosamente sto cercando di rendere testimonianza della attività artistica svolta al Castello. I sig. Domitilla D’amico Aronica, Giorgio Moro e Teodoro Raco sono interessati al progetto e possono fornire testimonianze e utili notizie. Ma come incontrare le rispettive opinioni? Precedentemente non ho avuto difficoltà a rendere note le mie coordinate, ma le ripeto:
    Luigi de Cinque, 3683491842, defive5@libero.it. Ma come contattare gli altri?
    Vorrei far vedere l’incipit di una prima prossima pubblicazione. Ma come farla avere?
    In attesa di un riscontro da chi fosse ancora interessato,
    cari saluti.

    Rispondi

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